"Il Brigante Maghetto"
E' stato ritrovato un medaglione commemorativo dell'avvenimento
Credo che tutti i frascatani sappiano in che cosa sia consistito il miracolo di S. Rocco e S. Sebastiano, che ha goduto enorme credito presso la cittadinanza per aver determinati fatti importanti, la cui eco si è sbiadita soltanto oggi, in questa epoca scettica e diffidente.
Un ricordo di quell'evento mi è capitato fra le mani in questi giorni per opera di un caro collega in erba, Massimo Carafa, che su una bancarella ha trovato occasinalmente una medaglia commemorativa del prodigioso avvenimento.
E' un grosso medaglione di bronzo del peso di 40 gr. recante da un lato le effigi in rilievo con la scritta (vedi immagine in fondo all'articolo ndr):
"Sebastiano et Rocho - patronis celestibus - S.P.Q.T. D. XIV K. Jul. A.C. MIDCLVI - Quo, celestes, patroni - sese, tusculanis, colendos - dedere - pestilitatemque - ab ipsis, depulere - An. Chr. MDCCCLVI festume. saecul"
(In memoria del giorno 18 giugno dell'anno di Cristo 1656 nel quale i celesti patroni si offrirono ai tuscolani come protettori e da essi respinsero la pestilenza festa centenaria dell'anno 1856))
Questo medaglione mi ha fatto ricordare di possedere un opuscoletto fra le mie vecchie scartoffie che riporta "Un breve racconto - sopra il discoprimento delle sacre immagini - de' Santi Sebastiano e Rocco - seguito nella Chiesa di S. Maria del Vivario, ovvero il Duomo Vecchio - della città di Frascati - alli 18 Giugno 1656 - ricorrendone in quest'anno il centesimo. In Roma 1756 - Per Generoso Salomoni alla Piazza di S. Ignazio. Con licenza de' Superiori".
Riassumere i fatti descritti nel "Breve Racconto" sarebbe facile, ma se ne guasterebbe lo stile, la spontaneità, la semplicità, il significato. Non so dire se l'egregio Direttore di questo gradito, gradevole e ... eroico periodico, vorrà riportarlo integralmente su questi fogli. Sono sicuro che a molti lettori non dispiacerebbe.
Non si tratta ovviamente di porre in discussione la validità del miracolo nel "breve racconto" descritto. Io trovo interessante porre sotto gli occhi dei cittadini di oggi la mentalità, la struttura morale, la fede dei cittadini di allora, che restarono talmente colpiti dall'avvenimento e dalla improvvisa cessazione della pestilenza, da farne occasione per cambiare nome alla Chiesa e a tutta la zona adiacente.
Fu da allora, che la Chiesa di S.Maria in Vivario si chiamò Chiesa di S.Rocco e a S.Rocco si intitolò la piazza adiacente e il borgo sottostante.