"Onorarono Rocca Priora"
E' giusto e doveroso che, dopo aver rievocato le gesta brigantesche di un "Maghetto", (vedi "Tuscolo" di Febbraio) ricordi ora, anche se velocemente, alcuni nomi di
persone che hanno ilustrato Rocca Priora.
Rilevo dal Tomasselti un Leone Riccardo "di Rocca Preiura" compreso tra gli Annibaldi (che furono possessori del castello nel lardo medioevo) ai quali, come ad altri nobili romani, papa Clemente VI diresse, nel 1347, la celebre lettera per tenerli devoti alla propria causa contro Cola di Rienzo. Trovo menzione di un "frater Basilius de Roccha Priora" nominato con altri monaci di Grattaferrata, nell'atto di locazione di Squarciarelli ad Antonio Colonna nel 1426. Un Antonello da Rocca Priora appare come procuratore di Antonio Colonna, principe di Salerno, nel 1463 e nel 1469, da eui ebbe donata una casa nel rione Colonna. Da un Francesco di Giovanni di Marco , pure da Rocca Priora, nel 1499, lo stesso Antonello ebbe un'altra casa sul Quirinale da lui ceduta nello stesso anno aal cardinal Giovanni Colonna
Si ha anche notizia di una Serva di Dio, Cecilia Santa Picarelli, nata in Rocca Priora il 6 dicembre 1711 e morta in Roma il 27 febbraio 1787 nel venerabile Conservatorio di S. Pasquale..
Da fonte non indiscussa poi- apprendo che Rocca Priora ha dato tre vescovi alla Chiesa, compreso quel mons. Francesco Giacci che deve essere annoverato fra pià munifici benefattori di Rocca Priora, fino a quando il suo solido patrimonio si è misteriosamente polverizzato.
Nessuna meraviglia per chi mi legge e per me se Rocca Priora non si distingua per famosissimi personaggi che ne abbiano illustrato il nome.
La posizione topografica del paese è alla base del Suo isolamento e della sua lontananza dalla vita nazionale.
E' della mia adolescenza il tempo della diligenza a cavalli, quando da Fraseati si raggiungeva Rocca Priora con una sola corsa giornaliera, percorrendo dieci chilometri in circa tre ore. E quando finalmente la tramvia sferraglio trionfante negli altri Castelli Romani, le fu tesa una mano come una beffa fino a Montecompatri obbligando il cittadino roccapriorese improbi, reiterati trasbordi per raggiungere la Capitale.
Ond'è che la sua vita: stata più legata al lavoro della sua terra. che alla conquista di mete più elevale nell'atmosfera cittadina
E se "rari nantes" si sono svincolati dalle pastoie di un rusticismo stagnante è dovuto alla forza di volontà e a sacrifici da rasentare talora l'eroismo.
In tali condizioni non sorprenda se un Maghetto e qualche altro abbiano sentito il richiamo della foresta lasciando memorie di cupi istinti. Non sorprenda, tanto piu che le eccezioni confermano la regola, una buona regola di vita onesta, frugale, disciplinata e gelosa del proprio patrimonio morale.
Una regola che ha immolato alla Patria cinquanta giovani esistenze nella prima guerra mondiale, che ha dato il suo tributo di sangue di dolore nell' ultimo flegello che si è abbattuto sul nostro suolo.